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Parrocchia di San Lorenzo Martire - via Leone XIII, 15 - quartiere di Redona (Bergamo)
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03/04/2011
IV domenica di QUARESIMA

INIZIO E LETTURE

OMELIA


Alcuni passi
nella spiritualità
Itinerario di Quaresima

4

I frutti dello spirito
Pazienza, benevolenza, bontÓ
fedeltÓ, mitezza e dominio di sé


Fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri. Tutta la Legge infatti trova la sua pienezza in un solo precetto: amerai il tuo prossimo come te stesso. Ma se vi mordete e divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Vi dico dunque: camminate secondo lo Spirito e non sarete portati a soddisfare i desideri della carne; La carne infatti ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; queste cose si oppongono a vicenda, sicché voi non fate quello che vorreste. Ma se vi lasciate guidare dallo Spirito, non siete più sotto la Legge. Del resto sono ben note le opere della carne: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere. Riguardo a queste cose vi preavviso, come già ho detto, chi le compie non erediterà il regno di Dio. Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c'è legge.

(Gal 5,13-23)

I frutti dello spirito
Pazienza, benevolenza, bontà
fedeltà, mitezza e dominio di sé

La pazienza come dono dello Spirito è la disposizione che consente di trovare nella stessa esperienza del patire un atteggiamento spirituale di speranza.

Benevolenza è vedere nell'altro ciò che merita approvazione; ed è attenzione generosa e compassionevole verso le difficoltà degli altri.

Bontà è una testimonianza data a un bel modo di essere uomini; e di darsi una mano a diventarlo.

Fedeltà è la capacità di tener fede alle promesse: quelle formulate con parole esplicite e quelle contenute in ogni nostro gesto e incontro.

Mitezza e dominio di sé vanno insieme. La mitezza esige il dominio di sé. E il dominio di sé, se non vuole diventare prepotente, deve essere mite.