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Parrocchia di San Lorenzo Martire - via Leone XIII, 15 - quartiere di Redona (Bergamo)
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LA COMUNITÀ E LE SUE FORME

La nostra comunità viene da lontano. Raccoglie il cammino di tante persone che ci hanno aiutato a costruire umanità seguendo il Vangelo. Lo hanno fatto in maniere molto diverse lungo i secoli, fino a questi ultimi decenni, quando, su impulso del Concilio, è iniziato un lavoro di ripensamento e di riformulazione del nostro modo di essere cristiani. Si è lavorato parecchio, in questi anni, in Comunità, aiutati da guide esperte. Desideriamo continuare il cammino, sentendoci comunità radicata sul territorio e nel Quartiere di Redona, tesa a costruire con tutti la Città degli uomini.

Questo cammino raccoglie tutte le dimensioni costitutive dell’umano: le relazioni, il lavoro e la festa, la cittadinanza, la fragilità, la tradizione intesa come trasmissione e consegna della vita in tutta la sua ricchezza e complessità. Esse sono il luogo nel quale si costruisce autenticamente l’uomo nel suo collocarsi dentro la storia e lo spazio. Sempre nel tentativo di dare forma alla bella notizia di un umano abitato dal Vangelo.

La comunità vive questo nell’impegno costante ad ascoltare sempre di nuovo il Vangelo leggendolo dentro la storia con­creta che vive; nel rito, soprattutto nell’Eucaristia e nei sacramenti, attraver­so i quali dà forma all’esistenza di tutti e di ciascuno; nelle scelte concrete della vita, segnate dal tentativo di dare forma all’amore, alla carità. I vari cammini della comunità interpretano tutte queste dimensioni e questi aspetti di vita, in costante dialogo con le altre comunità cri­stiane e con il vescovo, sul territorio e dentro la Città.
Qui vorremmo fermarci in particolare su alcuni dei cammini della comunità e sulle forme particolari che assumeranno lungo questo anno. Altre indicazioni sui percorsi già collaudati li troveremo più avanti.


CAMMINARE INSIEME ALLE ALTRE COMUNITÀ
È consolidata nella nostra comunità la consapevolezza del suo cogliersi collocata dentro un territorio e dentro la Città. Non esiste che così: nell’impegno a darsi forma dentro questo spazio concreto e dentro questo tempo, nell’impegno a con­tribuire alla costruzione della città degli uomini.
In questi anni sta prendendo sempre più piede, però, la scelta di vivere questo insieme con le altre comunità cristiane e con gli altri quartieri della Città. Tessere reti, costruire inclusione, condividere diventa sempre più la forma normale nella quale si struttura il cammino delle comunità. Perché arricchisce maggior­mente; perché fa entrare meglio dentro le dinamiche del lavoro sociale; soprattutto perché dice meglio della fraternità del Vangelo. Per questo si sono strutturati percorsi di coordinamento e di condivi­sione tra le Caritas cittadine; si sta cercan­do di creare scambio e comunicazione tra altri ambiti del lavoro pastorale (le fami­glie…); si stanno creando progetti condi­visi tra comunità (l’accoglienza dei rifu­giati, ad esempio).
Per questo, accanto al “tavolo dei curati” che già da anni ha impostato il suo lavo­ro, si è costituito il tavolo dei parroci e si è incominciato a lavorare maggiormente tra i preti dentro la Città. Ed il lavoro vor­rebbe proprio continuare.

RIFORMULARE IL CALENDARIO
L’esigenza di camminare insieme con le altre comunità comporta anche dei tempi ulteriori da dedicare a questo lavoro. Insieme, il nascere di percorsi nuovi o diversi rispetto a quelli normal­mente giocati in comunità domanda un ripensamento del calendario e degli appuntamenti, con l’intento di creare anche la possibilità di tempi e di spazi per altre proposte e soprattutto per gli incontri informali, per le relazioni più aperte.

CAMMINI DI FORMAZIONE DEGLI ADULTI

Dentro questo contesto i cammini di formazione di comunità stanno assumendo forme maggiormente segnate dalla condi­visione con i percorsi cittadini. In ottobre, oltre al Lontano Presente che allarga i nostri orizzonti verso il mondo intero, portando la nostra attenzione in questo anno in particolare sulla Turchia, condivideremo con la Città alcuni percorsi sull’Evangelii Gaudium, il testo programmatico del pontificato di Papa Francesco, al quale anche la nostra dioce­si fa riferimento in maniera particolare lungo questo anno.
In novembre la riflessione della Caritas, aperta alla Città ed a tutti, ci aiuterà a rileggere il rapporto tra i giovani ed il lavoro, coniugando questo rapporto sul nostro territorio, nella prospettiva del-l’oggi e del domani.

In dicembre ed in gennaio e febbraio con­tinueremo, invece, come comunità, il lavoro di riflessione intrapreso nelle catechesi dei due ultimi anni attorno alla forma che la comunità è chiamata ad assumere oggi, mettendo in dialogo le varie figure ecclesiali, in particolare quelle dei laici e dei preti nella concretezza del loro darsi. Ci sostiene in questo il lavoro dei convegni estivi vissuti a Sotto il Monte in questi ultimi anni.

Continueremo il cammino anche attraver­so le meditazioni quaresimali [lavorando su alcuni luoghi della Passione: sono i luoghi nei quali si gioca il costruirsi della vita dell’uomo e della comunità (il Getsemani e la prova; la città e la quotidianità; il pretorio ed il luogo del costruirsi dei giudizi; il calvario e il dono; il giardino e l’amore)].

Non possiamo dimenticare anche i percorsi vissuti da alcuni gruppi di persone che dentro la comunità continuano ad avvicinarsi alla Parola ed a leggerla insieme in alcuni periodi dell’anno (soprattutto in Avvento e Quaresima) o che condividono la lettura di alcuni testi che consentono di rileggere dimensioni di vita. La segreteria parrocchiale può offrire i riferimenti necessari a chi fosse interessato a condividerli.
Sono tanti i percorsi ed altri ancora sono proposti in città. Mettersi in cammino in essi, scegliere anche personalmente alcuni di essi e intraprenderli seriamente consente di sostenere il proprio cammino di maturità e l’impegno a costruire comunità.


GLI ITINERARI LITURGICI

Percorsi importanti per il nostro cammino saranno quelli vissuti durante i tempi forti di Avvento e di Quaresima. Sono i tempi nei quali noi cristiani cerchiamo di raccogliere alcuni degli elementi fondamentali del nostro cammino, mettendoli insieme in un percorso che ci porta alle grandi celebrazioni dell’anno liturgico quali il Natale e, soprattutto, la Pasqua.


L’ORATORIO

Quest’anno all’Oratorio riserveremo un posto particolare: si realizzeranno quei lavori edilizi di ristrutturazione già da tempo pensati e progettati. Ma questo non può prescindere da un lavoro più approfondito e più serio di ripensamento dello spazio dell’oratorio dentro la comunità e di rivisitazione della sua forma e del progetto educativo che la comunità mette in atto nel suo interno. Sarà particolarmente importante – in questa direzione -la formazione dell’équipe educativa, che lavorerà soprattutto su queste dimensioni, in comunione con il Consiglio Pastorale. Ma sarà necessario il lavoro di tutti: l’impegno a tessere relazioni; ad incontrare i ragazzi ed i giovani e le loro famiglie, i loro genitori, le famiglie allargate; a condividere nelle forme più diverse cammini ed impegno educativo.

LA CARITAS
È questo, forse, l’ambito nel quale quest’anno ritroviamo maggiormente un rilancio ed una ristrutturazione dei cammini. Sono stati unificati i cammini di formazione dei vari gruppi che fanno parte della Caritas, pur mantenendo la specificità di ciascuno. Si è ripensato lo “Sportello Caritas”, che coordina il lavoro della Caritas stessa e lavora sui progetti caritativi. Si sta pensando di rilanciare l’attenzione ai mondi che questi ambiti aprono soprattutto per i ragazzi ed i giovani secondo modalità e stili che possano essere loro.
Sarebbe necessario, però, che forze nuove entrassero ad arricchire sguardi, pensieri, disponibilità!

LA MESSA DOMENICALE
Uno dei luoghi fondamentali nei quali la comunità si ritrova e si forma, recuperando le proprie radici, è l’Eucaristia domenicale, soprattutto nella celebrazione della mattinata della domenica. È in essa che si giocano i gesti più significativi della comunità; è in essa che confluiscono gli itinerari dei ragazzi e degli adulti durante i tempi forti. Non è l’unica, certo: anche nella messa del sabato sera e nelle altre due celebrazioni della domenica la comunità ritrova se stessa. Essa, però, simbolicamente, è il punto di confluenza dei vari percorsi comunitari.
Da anni in comunità varie persone pongono la domanda circa l’opportunità dell’orario nel quale essa viene celebrata. I genitori, in particolare, mettono in evidenza la difficoltà di vivere con una certa distensione ed in maniera umana, nella mattinata della domenica, i ritmi imposti da questo orario.
Proprio per dire l’attenzione della comunità ai ragazzi ed alle loro famiglie si è pensato – insieme con il Consiglio Pastorale e con qualche altro organismo comunitario, dopo averne parlato in Assemblea – di posticipare la celebrazione eucaristica di mezz’ora, fissandola alle 10,30. Sarebbe stato difficile dilazionare maggiormente l’orario: avrebbe tolto del tutto il tempo dell’incontro e dello scambio tra le persone dopo la celebrazione ed avrebbe comportato altre difficoltà per le famiglie stesse. Non ci resta che provare. Almeno per questo anno. Poi sarà possibile valutare.

L’IMPEGNO DI TUTTI

Sono stati indicati alcuni percorsi che la comunità propone, con la possibilità anche di scegliere delle piste attraverso di essi. Rimane, però, sempre fondamentale ed essenziale il cammino ed il lavoro di tutti e di ciascuno. In tutte le direzioni. La vita e le scelte di umanità vera di ciascuno rendono vero il cammino di tutta la comunità. La arricchiscono l’impegno di ciascuno di giocarsi in relazioni aperte, condivise; il desiderio di costruire ponti, reti e spazi di condivisione; la voglia di incontrare l’altro, di avvicinare giovani ed anziani, nuovi e vecchi abitanti del Quartiere; la disponibilità a lavorare sul territorio contribuendo a costruire la Città ed il mondo.

Paolo direbbe:

«quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri. […] E il Dio della pace sarà con voi!» . (Fil 4, 8-9).

«Vi esorto dunque, fratelli, per la misericor­dia di Dio, a offrire i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio; è questo il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfet­to». (Rom 12, 1-2).