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Parrocchia di San Lorenzo Martire - via Leone XIII, 15 - quartiere di Redona (Bergamo)
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I VOLTI DELLA CARITÀ
NELLA COMUNITÀ PARROCCHIALE
Anno pastorale 2022 - 2023

Viviamo un tempo ed uno spazio nei quali possiamo ancora sperimentare una situazione di positività e di sostanziale benessere. sono tanti, però, i drammi che ci toccano da vicino e ci interpellano. La pandemia non è ancora superata e, comunque, ci fa sentire in maniera forte i suoi strascichi e le sue conseguenze. L'emergenza ecologica continua a preoccuparci e ad interpellarci, chiedendoci seriamente di modificare le nostre politiche economiche ed i nostri modi di vivere e di consumare. La guerra in Ucraina con il suo peso di morte e di distruzione, segna pesantemente anche il nostro sentire ed il nostro viver& instillando preoccupazione per i rischi del dilatarsi del conflitto, per la minaccia dell'uso di armi atomiche, per le ricadute economiche che la guerra stessa ha su tutti noi, soprattutto sui più poveri. Le persone che fuggono dall'Ucraina e dalla Russia infoltiscono le masse dei migranti che cercano accoglienza nel nostro paese e negli altri paesi europei. Violenza, conflitti, terrorismi di vario genere non smettono di minare la vita di tanti altri popoli e di tante persone e rendono difficile la costruzione di una pace condivisa.
Proprio la situazione che viviamo, però, diventa spazio che dice la nostra interdipendenza e che consegna la necessità di rendere più forte il legame tra tutti noi, il bisogno di sostenerci e di aiutarci reciprocamente, di tenderci la mano, di costruire solidarietà, ponendo attenzione soprattutto a chi è più povero ed a chi è particolarmente segnato — anche tra noi! - dalle realtà alle quali stiamo facendo riferimento.
Papa Francesco, nel Messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri di questo anno, mentre ci invita a contemplare Gesù Cristo che si è fatto povero per noi, ci sollecita a condividere con i più poveri e ad aprirci ad una solidarietà autentica: «La solidarietà, in effetti, è proprio questo: condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla, perché nessuno soffra. Più cresce il senso della comunità e della comunione come stile di vita e maggiormente si sviluppa la solidarietà». Solidarietà, in questo orizzonte, è davvero condivisione ed, insieme, fraternità: «Non si tratta, quindi, di avere verso i poveri un comportamento assistenzialistico, come spesso accade; è necessario invece impegnarsi perché nessuno manchi del necessario. Non è l'attivismo che salva, ma l'attenzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perché io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto».

Noi sentiamo questo come particolarmente vivo dentro la nostra Comunità. Ci sentiamo, infatti, Comunità cristiana che si riconosce nella solidarietà, nella fraternità, nella carità. Sentiamo come nostra, come profondamente umana, la disponibilità a giocarci nei legami sociali e nei rapporti di prossimità. Riconosciamo in questo la bellezza di essere uomini e donne che si collocano consapevolmente ed appassionatamente dentro un territorio, dando forma alla città che abitiamo, condividendo la passione per l'uomo e per la concretezza della sua vita, ponendo attenzione alle situazioni di povertà e di sofferenza che l'uomo attraversa ed abita, prendendo parte ai dibattiti ed alle problematiche che gli si impongono, cercando di mantenere costantemente aperto sull'altro l'orizzonte del vivere comune, tentando di porre gesti di attenzione ai più poveri, pensando a progetti che intendono promuovere le persone che sono in difficoltà. Ad alimentare questa passione sta il nostro ritrovarci attorno alla Parola ed al Pane, che domenica per domenica, giorno per giorno sostiene i nostri passi. Lì ci è dato costantemente di accorgerci della passione di Dio per l'uomo, per noi, per il mondo, per ogni persona segnata dalla povertà e dal male. Lì ci è dato di scoprire sempre di nuovo che Gesù Cristo si è fatto povero per voi (cfr. 2 Cor 8, ). Lì ci è dato di ritrovare la nostra passione per la Città, per il fratello che soffre, per l'uomo che cerca.

È a partire da qui che la nostra comunità si è abituata da tanti anni a pensare gruppi, spazi, luoghi, percorsi nei quali ridire in maniera fresca e viva la carità, pensandola in maniera progettuale e comunitaria, perché sempre più essa sia vissuta in maniera umana, evangelica ed attenta alle esigenze del nostro tempo.
L'invito è rivolto a ciascuno di noi, ed, in particolare, alle famiglie nella loro globalità. Pensiamo che l'impegno a vivere la carità scegliendo un progetto e pianificando anche l'aiuto economico che ogni famiglia può mettere a disposizione possa essere luogo educativo importante. Si possono, poi, trovare modalità diverse, adatte alle diverse età e condizioni di vita, per aiutare a far crescere questa sensibilità!
I progetti che indichiamo per questo anno, a partire da oggi, Giornata della Carità, sono quelli che ci sembra possano mantenere aperta l'attenzione e la sensibilità alla carità su situazioni di povertà particolarmente significative, alcune più vicine a noi ed al cammino della nostra comunità, altre più lontane. Sono rimasti sostanzialmente invariati rispetto a quelli dell'anno scorso, per dare un po' di consistenza agli aiuti che vorremmo offrire alle varie realtà coinvolte nei progetti.
Tutti i progetti sono coordinati e promossi dalla Caritas, che ha il compito di favorire la dimensione della carità della comunità parrocchiale attraverso la condivisione di una linea pastorale comune.

Il volontariato:
un'esperienza che coinvolge tutti

Abbiamo bisogno di un aiuto serio per poter continuare a dare volto e forza a tanta ricchezza e per poter costruire percorsi che incontrano più direttamente esigenze e domande aperte oggi! Abbiamo bisogno di volti, di mani, di persone disponibili a mettersi in gioco nel cammino affascinante ed impegnativo della carità che la comunità vive.
Abbiamo bisogno di creatività e di vitalità per pensare e dare corpo insieme a percorsi nuovi e per rinnovare quelli che già ci sono. Sentiamo la voglia, il desiderio, la necessità di aprirci a volti e sguardi nuovi, a presenze vive che ci permettano di costruire insieme la gioia dell'incontro e della condivisione.

Bastano piccoli gesti, azioni semplici. Se pensate di poter offrire un piccolo aiuto o di proporre nuove occasioni di solidarietà potete prendere contatti con le segreterie della comunità oppure rivolgervi direttamente ai gruppi di lavoro.

I Progetti Caritas
Fondo Caritas
È un fondo finalizzato, con il quale è possibile sostenere iniziative di attenzione per persone o famiglie in difficoltà, che non ha la pretesa di risolvere i problemi, ma costituisce un piccolo gesto di presenza importante e significativa della nostra parrocchia.
Con questo fondo possiamo sostenere coloro che hanno perso il lavoro o si trovano comunque in situazioni di precarietà. Oggi più che mai il costo delle utenze domestiche e degli affitti per le locazioni è notevolmente aumentato portando sempre più nuclei famigliari a richiedere un sostegno economico.
Si tratta, comunque, di semplici e piccoli aiuti offerti con rispetto e discrezione, nel tentativo di far sentire la vicinanza della Comunità e, così, di aiutare a recuperare la speranza a chi è nel bisogno
Borsa Amica
Dopo un periodo di pausa dovuto al Covid, già l'anno scorso abbiamo pensato di riprendere la raccolta mensile di generi alimentari non deperibili, che ci consente di proseguire la distribuzione di pacchi viveri alle famiglie bisognose del nostro quartiere. Pur essendo un piccolo segno, che non ha la pretesa di risolvere tutti i problemi, costituisce comunque un gesto di attenzione importante e ricco di significato.
La raccolta si effettuerà di domenica, in chiesa maggiore, al termine delle celebrazioni eucaristiche, una volta al mese in concomitanza dei progetti Caritas.
Disabilità e disagio
A sostenere le iniziative di questo progetto è il Gruppo Aquiloni. L'attività di questo gruppo richiede molto tempo, molta energia e molta organizzazione, che riguarda sia la predisposizione delle singole proposte ludico-educative, sia l'accoglienza dei ragazzi per fare in modo che tutti possano partecipare. I fondi raccolti per questo progetto servono per sostenere gli atelier, i laboratori pomeridiani, i progetti e l'attività di teatro, per organizzare momenti di ritrovo e di festa, per integrare parte delle spese quando vengono organizzate gite o brevi vacanze, per sostenere alcuni progetti di sollievo in particolare nei mesi in cui l'attività scolastica è ridotta. Sono attività che richiedono risorse economiche, che riteniamo comunque ben spese per il supporto ai ragazzi e alle loro famiglie.
Minori
Il Progetto Minori è, all'interno della vita dell'Oratorio, una forma di attenzione e di solidarietà al percorso educativo di alcuni ragazzi in situazioni di difficoltà relazionale, culturale e sociale. Questo progetto prevede l'aiuto nello svolgimento dei compiti scolastici, in Oratorio, per i ragazzi della scuola secondaria e della scuola primaria e la fornitura, dove abbisogna, di materiale scolastico. Attiva anche la collaborazione, al di fuori dell'Oratorio, con persone che hanno competenze specifiche nelle varie materie scolastiche. Il fondo è utilizzato anche per favorire la partecipazione alle attività dell'Oratorio (Redonestate, campi estivi, viaggi) e per consentire la costruzione di progetti educativi volti all'inserimento relazionale degli adolescenti con fatiche sociali e culturali. Tutto questo coinvolge tanti ragazzi e rivela quanto è importante che qualche adulto si interessi della loro storia e della loro crescita umana. Sono coinvolte anche le famiglie dei ragazzi e si attiva una buona collaborazione con i Servizi Istituzionali (Comune, Scuola).
Congo- Ngbulu
Ngbulu è un villaggio situato nella zona nord-ovest della provincia dell'Equatore in R.D.Congo; conta circa 1500 abitanti. Le suore delle Poverelle sono presenti in questa realtà dall'ottobre del 2015.
A Ngbulu manca l'elettricità e l'acqua deve essere pompata manualmente dall'unico pozzo presente nel villaggio, che però risulta insufficiente al fabbisogno di tutta la popolazione. Per questo la gente deve scendere a valle per attingere acqua alla sorgente e con secchi o bidoni trasportarla a piedi al villaggio.
Il progetto prevede la realizzazione di pannelli fotovoltaici vicino alla sorgente per produrre l'energia necessaria all'estrazione dell'acqua e all'invio della stessa al villaggio, la costruzione di una canalizzazione di alcuni chilometri per portare l'acqua dal pozzo ad alcuni posti nel villaggio e alla scuola, la costruzione di un serbatoio d'accumulo e la costruzione di rubinetti ( tipo le nostre fontane) da cui la gente può prendere l'acqua.
Con questo piccolo gesto possiamo assicurare un bene prezioso come l'acqua al villaggio di Ngbulu.

Bangladesh
Sappiamo che questo paese è il più povero della terra. La situazione pandemica è pesante. La percentuale dei vaccinati è bassa, poiché ognuno deve comperarsi il vaccino, ed ha già difficoltà economiche per procurarsi il cibo quotidiano.
In conseguenza della pandemia gli ostelli-orfanatrofi, gli ambulatori, le scuole e le chiese sono stati re-imbiancati e disinfettati con ulteriori costi.
I bambini, circa tremila, nella zona dove opera l'Associazione Gisella e Vittorio pro-missioni onlus, vengono seguiti sfamati e istruiti grazie anche alle associazioni caritative. I nostri missionari in Bangladesh confidano e sperano negli aiuti che verranno loro offerti.

ACCOGLIENZA DELLE FAMIGLIE UCRAINE
Nel cammino della carità che la Comunità ha vissuto e vive con spirito di profonda solidarietà cristiana quest'anno si è "imposta" l'emergenza del popolo ucraino.
Di fronte alle terribili immagini che giungevano dall'Ucraina non siamo rimasti fermi e tantomeno insensibili rispetto a tanto dolore. Ogni guerra, infatti, affligge il tessuto stesso dell'umanità e i crimini colpiscono non soltanto le popolazioni coinvolte, ma il mondo intero.
Anche la Comunità di Redona ha aperto le proprie porte ai profughi ucraini affrontando la sfida dell'accoglienza di diverse famiglie e sperimentando uno dei valori cristiani per eccellenza: la solidarietà. Il Papa ci ricorda che la solidarietà è "condividere il poco che abbiamo con quanti non hanno nulla, perché nessuno soffra" (Messaggio del Santo Padre per la Giornata dei poveri).
E' partendo da questo senso di rispetto per la vita e per la dignità umana, che il nostro quartiere, si è attivato per intercettare le richieste di aiuto, riuscendo ad ospitare, con modalità diverse, sei famiglie e due ragazze ucraine.
Il Centro di Primo Ascolto parrocchiale che si sta costituendo ha supportato l'iniziale fase dell'accoglienza, cercando di capire e soddisfare le necessità dei profughi e delle famiglie, che si sono rese disponibili ad ospitare. Nel progetto di accoglienza, fondamentale è stato il tempestivo aiuto della Comunità, concretizzato con l'iniziativa "Borsa Amica", che consisteva nella consegna ai nuclei familiari, sia di una borsa alimentare con generi di prima necessità, in collaborazione con la San Vincenzo, sia di un sussidio economico settimanale. Questo sostegno immediato ha contribuito a rendere le famiglie in parte autonome, soddisfacendo alcune delle loro primarie necessità.
I volontari della Comunità e del Quartiere hanno partecipato attivamente a migliorare la permanenza dei profughi ucraini rendendosi disponibili alla gestione di pratiche burocratiche, di piccole incombenze, soprattutto a far conoscere il territorio, in particolare il nostro quartiere. Sono stati organizzati incontri con altre famiglie, nonché occasioni per festeggiare le ricorrenze della loro cultura.
Questi gesti esprimono la generosità dei volontari, impegnati a far sentire a proprio agio le famiglie che stavano vivendo un periodo di intenso dolore. Anche la difficoltà di espressione, legata alla barriera linguistica, è stata gestita dai volontari con il supporto di mediatori e organizzando un corso di prima alfabetizzazione di lingua italiana, con due appuntamenti settimanali. Ciò ha accelerato il processo di autonomia e interazione con la Comunità.
Infine, ai minori, oltre all'inserimento a scuola, è stata data la possibilità di vivere l'Oratorio e di frequentare vari corsi sportivi, grazie anche all'Ares e alla disponibilità di altre Società sportive del quartiere. Durante l'estate i bambini sono stati inseriti nelle varie attività di oratorio e di quartiere.
Tra le mamme si è costruita una rete sociale utile a non farle sentire isolate a causa delle barriere linguistiche. Lo scopo ci pare che sia stato realizzato grazie ad una rete di comunicazione flessibile.
La rete di accoglienza si è completata con l'aiuto delle Suore Sacramentine della scuola dell'Infanzia paritaria "Tito Legrenzi" che, oltre ad accogliere nelle loro sezioni bambini rifugiati, hanno promosso la raccolta, e la distribuzione di generi di prima necessità e di abbigliamento. In questi ultimi mesi gli ucraini, fuggiti dalla guerra stanno, a poco a poco, tornando nel loro paese.
Ad oggi quasi tutte le famiglie accolte nella nostra comunità sono ritornate nella loro Nazione per diversi motivi: chi per riabbracciare la propria famiglia, o il proprio marito impegnato in prima linea nel conflitto, o chi semplicemente ha preso questa decisione dettata dalla nostalgia verso la propria terra. Nel quartiere sono rimaste solamente due famiglie e due ragazze, queste ultime fuggite dalla guerra per raggiungere le proprie madri, già impegnate in Italia prima del conflitto.
L'emergenza in Ucraina non è terminata, ma richiede un ripensamento.
Le famiglie ucraine, come già si è detto, sono ritornate nel loro Paese, quelle sul territorio si sono sistemate, ora occorre tenere monitorato l'evolversi della situazione.
La Caritas parrocchiale ha perciò pensato di "congelare" i fondi del progetto Ucraina in modo da poterli usare in modo proficuo o per la ricostruzione o per l'aiuto di famiglie ucraine che si trovassero nuovamente in difficoltà.
Proprio perché nessuno si è sentito esonerato, come dice il Santo Padre, dalla "preoccupazione per i poveri", la comunità parrocchiale desidera ringraziare per la generosa collaborazione e l'aiuto offerto con umiltà e discrezione: "è quella carità che non fa retorica ma si rimbocca le maniche e mette in pratica la fede" (Messaggio del Papa, 13 novembre).

Come aderire ai progetti
L'adesione e il sostegno ai Progetti può avvenire:
• attraverso un contributo mensile che viene raccolto al termine delle Messe ogni ultima domenica del mese.
• oppure versando il contributo in casa parrocchiale in orari di segreteria, indicando il progetto per il quale si vuole dare il sostegno.
• Attraverso bonifico sul conto intestato: Parrocchia San Lorenzo martire
BPER Agenzia di Redona Iban: IT 75 Y 05387 11105 00004 2555035 (indicando la causale)

I gruppi caritativi
Caritas
Ha principalmente il compito di favorire la dimensione della carità nella comunità parrocchiale attraverso la condivisione di una linea pastorale comune. Il gruppo si incontra periodicamente al martedì alle 20,45 in casa parrocchiale; la segreteria Caritas si incontra invece ogni 15 giorni al mercoledì dalle 16,30 alle 18 per l'aggiornamento dei progetti e dei casi che sono seguiti nel quartiere.
San Vincenzo
Gli ambiti in cui offre il suo servizio sono: area delle povertà; minori e famiglie; visite alle case di riposo; visite agli anziani e ammalati in collaborazione con altri gruppi; coordinamento della Borsa Amica. Il gruppo si incontra il mercoledì mattina, ogni quindici giorni, dalle 9.15 alle 10.30, presso la sala dell'Associazione "Le Piane".
Unitalsi
Obiettivo principale è l'attenzione agli ammalati; in particolare: organizza il pellegrinaggio diocesano a Lourdes; collabora all'organizzazione di pellegrinaggi parrocchiali per anziani; visita gli ammalati i casa di riposo; organizza la giornata dell'Ammalato di settembre. Si riunisce il primo lunedì di ogni mese, alle ore 20.45, presso il Salone S. Lorenzo della Casa Le Piane.
Gruppo Aquiloni
Espressione della Caritas parrocchiale è segno di cura e di amore per i disabili e per le loro famiglie. Il gruppo propone diverse iniziative: organizzazione di laboratori pomeridiani; proposta di momenti di spiritualità e di catechesi, o per il gruppo o con il resto della comunità; organizzazione di momenti di ritrovo e di festa. Il gruppo si incontra ogni terzo lunedì del mese alle 20,45.
Sostegno Scolastico
Alcune persone della Comunità offrono parte del loro tempo per accompagnare nei compiti scolastici i ragazzi della Scuola Primaria. Qualcuno li accoglie in casa propria il pomeriggio, qualcuno li affianca il mattino a scuola in accordo con gli Insegnanti. Questa attenzione negli anni è diventata attenzione diffusa nel quartiere, che ha coinvolto a turno parecchie persone: la Parrocchia ha suggerito la modalità e ha inaugurato uno stile possibile di dedizione agli altri, che ora è divenuto quasi 'endemico'.
Sportello Tempo di Lavoro
È un progetto che ha come finalità quella di accompagnare e avvicinare al mondo del lavoro ragazzi, adolescenti e giovani dai 16 ai 29 anni, attraverso stage formativi con il supporto dell'Associazione Formazione Professionale Patronato San Vincenzo. Attualmente si sta lavorando per creare una rete tra le parrocchie della città coordinate da una commissione nominata "Giovani e futuro" in collaborazione con il Centro META del Patronato San Vincenzo. L'obiettivo rimarrà quello di coinvolgere, accompagnare i giovani verso il lavoro e l'autonomia. Lo sportello offre anche accoglienza alle persone in cerca di lavoro e alle famiglie presenti sul territorio in situazioni di disagio. Oltre ad un ascolto attento si cerca di costruire dei progetti coinvolgendo i servizi sociali o le agenzie educative in relazione ai bisogni. Lo sportello è attivo presso le Piane il venerdì dalle ore 9,00 alle ore 11,00 o su appuntamento.
Associazione "Le Piane"
L'espressione di attenzione alla carità è svolta attraverso il lavoro di molti soci che prestano la loro opera gratuitamente per realizzare attività che privilegiano l'attenzione e il servizio alla persona. Per informazioni e collegamenti con le diverse attività è possibile rivolgersi alla Segreteria dalle 9.00 alle 11.30.

Gruppo Tobia
La nostra comunità è sensibile a tutte le forme di attenzione alla fragilità dell’umano, soprattutto a quelle che, nei diversi momenti storici, domandano particolare attenzione. Posta di fronte al mistero della sofferenza e della cura di una vita che sta finendo nella morte, ha promosso la costituzione di un gruppo ecclesiale di persone sensibili e adatte a trattare il tema del termine della vita e i problemi che esso comporta, a partire dai propri fondamenti etici e dalla legge civile da poco emanata. Siamo sicuri che la vicinanza finale della comunità, sia ai malati, sia alle loro famiglie, può aiutare a rendere più umano anche quel momento duro della vita, e può contribuire, così, ad aprire maggiormente alla speranza. Il gruppo parte con un nome, “Tobia”, nel segno del libro dell’Antico Testamento che custodisce figure e vicende capaci di dire insieme la preoccupazione per l’altro e per il suo male, la cura del suo corpo nella malattia e nella morte, la capacità di accompagnare condividendo.